L'addio
Venne l'ultimo giorno... Con le stelle
si spense ogni speranza, il sole uccise
in me, ogni cosa, ogni delirio, e rise
il cielo azzurro, e le rose sorelle
nel mio rosario parvero più belle
quel dì... La donna venne, mi sorrise
mi baciò sulla fronte ardente e mise
nelle mie, le sue mani bianche e snelle.
Era il saluto estremo, allor credetti
di morire e gridai:
"dimmi, mi hai amato, come io t'amai?!"
Ella un poco annoiata, e a denti stretti
disse di sì; ma l'eco, che non mente,
lugubremente mi rispose "... mai!"
da: Sergio Corazzini, Poesie edite e inedite, Torino, Einaudi, pag. 181
Parafrasi:
Venne il giorno dell'addio... Con le stelle si spense ogni speranza di vita, la luce del sole fece sparire in me ogni cosa, ogni ricordo, e rideva il cielo azzurro, e le mie rose sorelle nel mio rosario parvero le più belle quel giorno... La donna che ho sempre amato venne da me, mi sorrise, mi baciò sulla fronte calda e mise le sue mani nelle mie. Mi parve un saluto estremo, allora credetti di morire e le gridai: "mi hai amato come io ti amai?!" Lei un po' annoiata e a denti stretti disse di sì, ma l'eco della sua voce, che non mente, mi rispose "... mai!"
Nei versi 1-4 il poeta spiega come nel suo ultimo giorno tutto si spense in lui. Egli paragona alcune azioni a degli elementi naturali come: le stelle, il sole e il cielo.
Nei versi 5-8, invece, racconta della donna che lui ha sempre amato. Questa donna, di cui non viene citato il nome, lo va a trovare e gli pose le sue candide mani.
Nei versi 9-11 il poeta si sentì la morte vicina e, dato l'estremo saluto della donna, coraggiosamente le chiese se lei l'aveva mai amato.
Negli ultimi versi 12-14 lei, data la situazione, lei gli mentì dicendo "sì" ma lui percepì il veritiero suono dell'eco che disse "mai!".
Creato dagli alunni della 2° D dell'Istituto Tecnico Commerciale "Eugenio Beltrami" di Cremona per approfondire lo studio del testo poetico
Chi siamo
Scrivono su questo blog didattico: Georgeta Adam, Matteo Amore, Fabrizio Balestra, Erald Berishaku,
Ambra Bertoglio, Daniele Boldoni, Fabio Campari, Sarah De Bona, Maria Fontana, Valentina Forte,
Vanessa Fortuna, Samuel Gaimarri, Taranpreet Kaur, Claudia Lungu, Marco Mascetti, Gabriele Miglioli,
Giulia Molinari, Cristina Petrut, Mattia Pietrobelli, Andrea Poli, Salvatore Politi, Daniela Putiri,
Nicola Tosi e Alessia Zanotti. C'e' anche il nostro "redattore-capo": il prof. Michele Torresani.
7.1.11
Analisi personale di una poesia [1]
OH, QUANDO MAI RITROVERO' UN'IDEA
Oh, quando mai ritroverò un'idea
con cui rialzarmi a riamare la vita?
Quando m'avvamperà ancora nel cuore
questa fiamma che è ora agonizzante?
Oh! se tutta la gloria che ho sognato
deve finire in questo buio orrendo,
perché la pregustai e sopravvissi?
(novembre 1924)
da: Cesare Pavese, Le poesie, Torino, Einaudi, pag. 155
PARAFRASI
Oh, quando ritroverò un'idea
per ricominciare ad amare la vita?
Per quanto tempo brucerà ancora nel mio cuore
questa fiamma che adesso si sta spegnendo?
Oh, se tutta la gloria che ho sognato
deve finire in questo buio orrendo,
perché prima la assaggiai e sopravvissi?
Nei versi 1-2 si capisce che il poeta non è felice in quel momento della sua vita; deve trovare un'idea per ricominciare ad amare la vita, per convicersi che la vita non è poi così male. Anche lui è consapevole che deve fare uno sforzo per ricominciare a vivere come prima.
Nei versi 3-4 dice che nel suo cuore c'è una fiamma che brucia, ma che piano piano si spegne. Secondo me, questa fiamma rappresente l'odio che prova in quel momento nei confronti della vita, ma che si sta spegnendo perché questa sensazione sta svanendo.
Nei versi 5-7 spiega che la felicità che ha sognato si sta perdendo nel buio; sembra che la paragoni ad un veleno che prima ha assaggiato ed è sopravvissuto, mentre adesso cerca di gustarla ma sembra che lui muoia perché per lui è nociva.
Oh, quando mai ritroverò un'idea
con cui rialzarmi a riamare la vita?
Quando m'avvamperà ancora nel cuore
questa fiamma che è ora agonizzante?
Oh! se tutta la gloria che ho sognato
deve finire in questo buio orrendo,
perché la pregustai e sopravvissi?
(novembre 1924)
da: Cesare Pavese, Le poesie, Torino, Einaudi, pag. 155
PARAFRASI
Oh, quando ritroverò un'idea
per ricominciare ad amare la vita?
Per quanto tempo brucerà ancora nel mio cuore
questa fiamma che adesso si sta spegnendo?
Oh, se tutta la gloria che ho sognato
deve finire in questo buio orrendo,
perché prima la assaggiai e sopravvissi?
Nei versi 1-2 si capisce che il poeta non è felice in quel momento della sua vita; deve trovare un'idea per ricominciare ad amare la vita, per convicersi che la vita non è poi così male. Anche lui è consapevole che deve fare uno sforzo per ricominciare a vivere come prima.
Nei versi 3-4 dice che nel suo cuore c'è una fiamma che brucia, ma che piano piano si spegne. Secondo me, questa fiamma rappresente l'odio che prova in quel momento nei confronti della vita, ma che si sta spegnendo perché questa sensazione sta svanendo.
Nei versi 5-7 spiega che la felicità che ha sognato si sta perdendo nel buio; sembra che la paragoni ad un veleno che prima ha assaggiato ed è sopravvissuto, mentre adesso cerca di gustarla ma sembra che lui muoia perché per lui è nociva.
14.12.10
Una libera interpretazione di una poesia di Montale: "La Storia"

* Guarda il cortometraggio liberamente tratto dalla poesia “La storia” di Eugenio Montale. Il video è stato realizzato dalla classe 2^ C IGEA dell'ITC "Beltrami" di Cremona nell'anno scolastico 2005-2006.
* Leggi il testo della poesia:
La storia non si snoda
come una catena
di anelli ininterrotta.
In ogni caso
molti anelli non tengono.
La storia non contiene
il prima e il dopo,
nulla che in lei borbotti
a lento fuoco.
La storia non è prodotta
da chi la pensa e neppure
da chi l'ignora. La storia
non si fa strada, si ostina,
detesta il poco a paco, non procede
né recede, si sposta di binario
e la sua direzione
non è nell'orario.
La storia non giustifica
e non deplora,
la storia non è intrinseca
perché è fuori.
La storia non somministra carezze o colpi di frusta.
La storia non è magistra
di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve
a farla più vera e più giusta.
La storia non è poi
la devastante ruspa che si dice.
Lascia sottopassaggi, cripte, buche
e nascondigli. C'è chi sopravvive.
La storia è anche benevola: distrugge
quanto più può: se esagerasse, certo
sarebbe meglio, ma la storia è a corto
di notizie, non compie tutte le sue vendette.
La storia gratta il fondo
come una rete a strascico
con qualche strappo e più di un pesce sfugge.
Qualche volta s'incontra l'ectoplasma
d'uno scampato e non sembra particolarmente felice.
Ignora di essere fuori, nessuno glie n'ha parlato.
Gli altri, nel sacco, si credono
più liberi di lui.
[fonte internet: www.clubautori.it]
13.12.10
Montale: la vita e l'opera in tre minuti

"OVO è un progetto tutto italiano e totalmente indipendente che ha l'obiettivo di diffondere il sapere nel mondo digitale attraverso video di altissima qualità.
OVO è un'enciclopedia video, una library che si compone di migliaia di documentari della durata di circa 3 minuti ciascuno. I video di OVO offrono un'esperienza di grande impatto che può interessare un pubblico di qualsiasi età. Dal bambino delle scuole elementari all'adulto che vuole velocemente ripassare alcune nozioni dimenticate. I testi dei video sono basati sui lemmi presenti nell'Enciclopedia Treccani e approvati dall'Istituto stesso. La library, disponibile su www.ovo.com, è in continua espansione e in costante aggiornamento. Presto arriverà a coprire tutto ciò che di rilevante bisogna conoscere per poter leggere il mondo, la sua storia e la sua attualità."
* Guarda, a titolo di esempio, il video corrispondente alla vita e all'opera di Eugenio Montale
27.11.10
Cos'è la poesia - Interpreto e commento [12]
E' ciò che sta tra le righe
Con questa affermazione, secondo me, il poeta vuole dire che per leggere una poesia bisogna avere la capacità di interpretare anche ciò che non sta scritto, riuscire ad aprire la mente verso l'immaginazione.
Con questa affermazione, secondo me, il poeta vuole dire che per leggere una poesia bisogna avere la capacità di interpretare anche ciò che non sta scritto, riuscire ad aprire la mente verso l'immaginazione.
26.11.10
Intervista a Lawrence Ferlinghetti
Poesia come arte rivoluzionaria
Ve lo sto indicando attraverso le fiamme.
Il Polo Nord non sta dove stava prima.
Il Destino Manifesto non è più manifesto.
La civiltà si autodistrugge.
Nemesi bussa alla porta.
A che servono i poeti in un'epoca simile?
A che serve la poesia?
Lo stato del mondo reclama a gran voce che la poesia lo salvi.
Se vuoi essere poeta, crea opere capaci di rispondere alla sfida dei tempi apocalittici
anche se questo puo' sembrare apocalittico.
[minuti 4:35-5:22]
25.11.10
Cos'è la poesia - Interpreto e commento [11]
Poesia è una voce di dissenso
contro lo spreco di parole
e la pletora folle della stampa
Con questi versi, secondo me, Ferlinghetti vuol far capire che "fare poesia" significa riassumere tutte le proprie sensazioni e i propri pensieri in poche righe, non sprecando quindi parole inutili, al contrario della stampa, che ne fa un uso inadeguato ed eccessivo.
contro lo spreco di parole
e la pletora folle della stampa
Con questi versi, secondo me, Ferlinghetti vuol far capire che "fare poesia" significa riassumere tutte le proprie sensazioni e i propri pensieri in poche righe, non sprecando quindi parole inutili, al contrario della stampa, che ne fa un uso inadeguato ed eccessivo.
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